Medicine alternative, in Italia continuano ad aumentare i pazienti

loading...
CONDIVIDI SU:

Continua l’attenzione e il ricorso degli italiani verso le cosiddette medicine alternative, ovvero le discipline non convenzionali, tra cui spicca in particolare la tecnica della osteopatia, che che tratta le disfunzioni neuro-muscolo-scheletriche attraverso la semplice manipolazione di muscoli e articolazioni.

Un vero e proprio boom: confrontando i dati di due sondaggi datati 2011 e 1017, si scopre come in appena sei anni il numero di italiani che hanno deciso di affidare la propria salute alle terapie delle cosiddette medicine alternative sia notevolmente aumentato. Ma procediamo con ordine.

Il sondaggio del 2011. Nel 2011 era stato l’Istat a mettere sotto osservazione il rapporto tra gli italiani e la loro salute, rivelando che il 15 per cento circa dei 100 mila intervistati avevano rivelato di essersi rivolti a un medico non convenzionale. Vale a dire che almeno quindicimila pazienti avevano testato gli effetti di pratiche come l’osteopatia – la tecnica manipolatoria che si rivela utile per le problematiche legate alle disfunzioni neuro-muscolo-scheletriche ma non solo – l’omeopatia, l’agopuntura e rimedi di erboristeria.

Diffusione e benefici. Interessante era anche leggere che proprio l’osteopatia, scelta dall’8 per cento dei pazienti, era anche il rimedio terapeutico alternativo che dimostra la maggior efficacia, almeno stando alle risposte degli stessi pazienti, che nel 78 per cento dei casi si è dichiarato soddisfatto del risultato ottenuto attraverso le sedute allo specialista. Percentuali lievemente inferiori per gli altri metodi alternativi, che comunque riescono a dare benefici alla maggioranza delle persone che vi fa ricorso (ad esempio, l’agopuntura soddisfa il 60 per cento dei pazienti, le erbe il 69 per cento e l’omeopatia all’incirca il 70 per cento).

La situazione oggi. Facendo un rapido balzo al presente, è invece l’Istituto di ricerca Eumetra Monterosa a fare luce sulle nuove tendenze degli italiani, intervistando un campione rappresentativo della popolazione maggiorenne e investigando sul loro rapporto con il benessere e le cure. Ebbene, da questa indagine si evidenzia come oltre il 60 per cento delle persone in Italia sia a conoscenza della osteopatia come terapia, e che almeno uno su cinque si sia sottoposto a una seduta.

10 milioni di italiani dall’osteopata. Tradotto in termini, questo significa che circa 10 milioni di italiani si sono rivolti per cure a un osteopata, principalmente per una terapia di contrato ai dolori muscolo scheletrici. Aumenta inoltre il grado di soddisfazione dei pazienti, che ora sfiora percentuali pari al 90 per cento, a riprova di un’efficacia immediata e prolungata di queste tecniche per l’organismo.

I limiti alla diffusione della pratica. Tuttavia, manca ancora qualcosa per l’accettazione pubblica di questa pratica, come non manca di sottolineare il Roi, il primo Registro Italiano degli Osteopati, che ha avviato anche una battaglia per il riconoscimento della professione: questo aspetto, infatti, appare come uno dei principali limiti al diffondersi dell’osteopatia, al punto che la metà degli intervistati nell’ultimo report ha citato appunto questa motivazione. Più indietro altre cause di “blocco”, come la possibilità di ottenere copertura dei trattamenti da parte del SSN o di beneficiare di detrazioni fiscali e copertura assicurativa delle cure.

Un percorso professionalizzante. Sullo sfondo resta insomma il grande tema della “ufficializzazione” della pratica, che comunque già oggi prevede un rigoroso percorso per l’avvio alla attività: un iter che è spiegato bene sul portale della clinica milanese Tcio, che ha realizzato uno specifico corso di osteopatia, declinato in varie modalità a seconda delle esigenze e degli interessi dell’operatore.

SEGUICI SU FACEBOOK:

CONDIVIDI SU:

Commenti

commenti